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Quel taglio d’ombra che si
presenta puntuale e pur
sempre inatteso ad ogni
mio tentativo di schiuderti.
Resto a guardarti
contorcerti per
i crampi all’anima – le
lacrime a denudarti
il cuore:
inerme, brama
tempo solo e nuove rincorse, spazi
ampi per il volo.
Rapito e muto, se
il suo nome è amore,
mi sembra bello come
un’eclissi
fuori stagione.

Pizzo Leone 14.08.16

 

Pizzo Leone 15.08.2016Il lago si distende placido nella sua lontananza. Il Ghiridone si staglia imperioso dalle sue nebbie; talvolta vi rimane immerso, carico di mistero. Le Cento Valli si allungano fino a foschie che somigliano a una cascata e mi evocano la traccia di un passaggio, il dondolio di un dio, di un gigante d’acqua ubriaco. Là in fondo c’è casa tua.
Il mio amore passa da qui, da questo apprendere a farmi luce, godere in solitudine il fruscio del vento, il silenzio ritmato dai grilli, abitato dai corvi che si librano neri e lucidissimi.

Voce per Michél

E te ne vai d’improvviso come
distratto.
Michél, com’è difficile spiegare
l’allarme di queste sante e cupe
sirene.
Da quali distanze, frammenti dirai
lo spavento
di venire sbalzato dal posto
in cui ti riconosci?
Con quale corpo
distinguerai
le parole incarnate dalle
nemiche?

E mi parli dei libri che vorresti
avere aggiornati per riuscire
a sciogliere il dolore, a
respirare,
rivolto anche tu verso est
verso un luogo in cui
risorgere
non visto da nessuno,
mi parli di Buddha, chissà
Siddharta cosa farebbe
sentisse anche lui
le tue voci.